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Il Dobermann in guerra

In Germania, già dalla seconda metà del 1800, alcuni ufficiali studiarono la possibilità di utilizzare i cani come ausiliari in tempo di guerra. Dopo i primi pionieristici tentativi, si cominciarono ad individuare le modalità di addestramento e le possibilità di impiego. Fu von Bungartz a raccogliere ed organizzare, in un celebre libro1, i risultati di queste sperimentazioni. Secondo quel che vi si legge:

In base alle attitudini dimostrate durante l'iniziale corso di obbedienza, i cani venivano indirizzati verso una delle seguenti specialità:

staffetta
cane porta-ordini, veloce, con ottima memoria e poca tendenza all'abbaio;
sanitäthund
ovvero l'antenato dell'odierno cane da ``ricerca e recupero''. Era in grado di esplorare una zona assegnata e, in caso di localizzazione di feriti, segnalarlo all'infermiere e condurlo sul posto. Date le condizioni in cui operava, la segnalazione non poteva essere sonora per evitare l'individuazione. Si decise di utilizzare un pezzo di stoffa, detto brinsel2, opportunamente predisposto nella divisa: in caso di ritrovamento il sanitäthund strappava il brinsel consegnandolo al conduttore;
sentinella/esploratore
scortava i reparti in movimento e ne garantiva la sicurezza; affiancato alle sentinelle, soprattutto di notte, permetteva di prevenire colpi di mano. Un buon cane sentinella doveva avere olfatto finissimo ed ottimo udito.
Indipendentemente dalla specialità, l'addestramento era compleso (quindi costoso) e richiedeva cani con grandi capacità. L'efficacia del ``metodo Bungartz'' fu chiara dopo le grandi manovre del 1905 e 1912.

Prima guerra mondiale

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, i Tedeschi avevano raggiunto risultati notevoli. A Lechernich (vicino a Berlino) operava già da decenni un centro per l'addestramento dei cani militari e, nel tempo, vi erano confluiti migliaia di esemplari accuratamente vagliati. Nell'esercito militavano 6000 cani, l'organico d'ogni compagnia Jäeger prevedeva due cani.

Le condizioni in cui ebbe luogo la guerra del '14-18 favorirono l'uso del cane: infatti i terreni erano rotti od impervi e quindi difficilmente sfruttabili da autoveicoli.

Figure 3: Infermiere con il suo Sanitätshund.
\includegraphics[ height=8cm]{WW1_Sanitaetshund.ps}

Così i sanitäthund (molti dei quali Dobermann) salvarono la vita a migliaia di soldati (foto 3).

Inoltre, non essendoci mezzi di comunicazione radio, i collegamenti dovevano essere mantenuti tramite linee telefoniche volanti o portaordini. In questo ruolo i Dobermann, veloci ed agili, oltre che favoriti da una guerra di posizione che garantiva punti di riferimento costanti, si rivelarono insuperabili (sul fronte occidentale, al culmine della guerra, ne erano presenti almeno 200).

Figure 4: ``... i fili onde passa l'intelligenza della battaglia...'' (dal libro ``Cani e soldati'' del generale Gian Franco Giannelli).

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Sono noti molti episodi che descrivono Dobermann portaordini. Hans n. 9 (conduttore luogotenente Muller), portava regolarmente dispacci lungo un percorso di 10 Km; una volta riuscì a srotolare 1000 m di cavo fra due reparti avanzati esposti al fuoco dell'artiglieria francese. Per questa impresa il Kaiser Guglielmo volle assolutamente conoscerlo. Roff effettuò numerose staffette prima di esser catturato nei pressi di Villers-Bretonneux da soldati del 18^ battaglione australiano (poi rinominato Digger, fu inviato in Australia)3. Citto n. 16 fu individuato mentre attraversava una zona densa di reticolati, bersagliato dal fuoco nemico riuscì, illeso, a portar a destinazione la sua consegna. Scherek v. Peronne completò la sua missione pur essendo stato gravemente ferito ad una zampa.

Il polivalente Dobermann era perfetto anche nel ruolo di sentinella e venne utilizzato sia nelle retrovie, a guardia di installazioni militari, sia in prima linea (dove veniva ritenuto così importante da fornirgli maschere antigas adatte).

Figure 5: Cani da guerra muniti di maschera antigas (dal libro ``Cani e Soldati'' del generale Gian Franco Giannelli).

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In più, rispetto a quanto preventivato, i cani vennero utilizzati per il trasporto di vettovaglie, munizioni e feriti (mediante appositi carrelli a due ruote): la sagoma ridotta rispetto al cavallo li rendeva più adatti per i tragitti esposti al tiro. Non ci sono testimonianze chiare in proposito, ma, visto che i contadini tedeschi già utilizzavano i Dobermann per il traino, è lecito supporre che così fu anche in guerra.

Seconda guerra mondiale

Dopo 1918, visti i buoni risultati già raggiunti, in molte nazioni si potenziarono i programmi di addestramento per cani militari. In Germania si perfezionò quanto già fatto. Per la selezione iniziale dei cani ci si affidò agli Eignungsprüfung I-II-III. Questi test prevedevano:

all'età di tre mesi
il superamento di una scala, un camminamento, un fossato d'acqua, un campo disseminato di buche provocate da granate, una passarella sopra una trincea, una piccola siepe di 35 cm. Il test veniva affrontato senza alcuna preparazione preliminare, il cucciolo doveva seguire il conduttore senza guinzaglio;
all'età di cinque mesi
la ripetizione del primo test e l'''evasione'', nel minor tempo possibile, da un recinto con molte false uscite;
all'età di sei mesi
l'attraversamento di un ipotetico campo di battaglia, simulato disponendo su un terreno accidentato piccole cariche esplosive, cortine di fumo e piccoli fuochi che si accendevano improvvisamente.
Secondo i dati riferiti in una relazione del capitano Dressler, alla vigilia dell'ultima guerra mondiale, l'esercito vagliò sedicimila cani fra Aierdale, Alani, Boxer, Dobermann, Hovawart, Riesenschnauzer, Pastori tedeschi, Rottweiler, San Bernardo, vari cani da caccia e meticci. I Dobermann erano 196 e di questi 64 superarono la selezione iniziale (32%). Il risultato fu notevole se si tiene conto che la media di successo era del 18.8%4.

Anche nel vero e proprio addestramento si ebbero risultati positivi: è noto un documento in cui si legge che dal 1933 al 1938, su 71 Dobermann allevati in un centro di addestramento, 48 raggiunsero l'operatività, 13 morirono per malattie od incidenti, 2 nacquero morti ed 8 vennero ritenuti caratterialmente inadatti.

Anche durante la Seconda Guerra mondiale i Tedeschi fecero uso dei Dobermann. Il loro utilizzo fu però limitato, almeno rispetto ad altre razze (in primo luogo il Pastore tedesco)5.

Furono gli Americani, quasi per caso, a ricorrere massicciamente al Dobermann. Negli Stati Uniti si decise di ricorrere a donazioni da parte di privati e migliaia di Americani donarono i loro cani per favorire lo sforzo bellico6. La DPCA (Doberman Pinscher Club Association) donò centinaia di Dobermann a questo scopo.

A Camp Lejuene (North Carolina) aveva sede la War Dog Training School (gestita dal USMC). Qui arrivarono molti dei cani donati e qui iniziava un rigoroso corso di obbedienza di base (della durata di 6 settimane). Dopo questo addestramento i cani dimostratisi validi erano suddivisi in sottogruppi per addestramenti specifici: scout, messenger o infantry. Gli scout erano utilizzati per ricognizioni in cui dovevano individuare mine o truppe nemiche; i messenger trasportavano corrispondenza o rifornimenti; gli infantry venivano addestrati come sentinelle.

Gli scout e gli infantry ricevevano anche un addestramento per l'attacco ma non vennero quasi mai utilizzati per questo fine perché risultarono troppo utili nella loro attività principale per rischiare di perderli durante un combattimento. Due furono le razze che si dimostrarono più valide: il Dobermann (75% dei cani utilizzati) ed il Pastore tedesco (23%). Fu così che i Marine crearono plotoni composti da soli Dobermann. Il 1st War Dog Platoon fu il primo ad entrare in servizio. Da Lejuene, tramite treno, il plotone raggiunse Camp Pendleton (California) e da qui fu imbarcato per il teatro del Pacifico. Prima di entrare in azione venne perfezionato l'addestramento dei cani effettuando numerose simulazioni di sbarchi. Il Dobermann si dimostrò da subito razza ideale per l'uso nel Pacifico resistendo bene al caldo umido della giungla e non soffrendo di mal di mare durante i numerosi spostamenti. L'unico problema importante fu causato dal fatto che, a causa della continua esposizione ad acqua salata, spesso si formavano tagli nei polpastrelli dei cani che divenivano così facilmente soggetti ad infezioni7; si rese quindi necessario lavare spesso le zampe con acqua dolce o cospargerle con abbondanti quantità di grasso.

Figure 7: Sulla spiaggia a Guam.
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L'accoglienza al 1st War Dog Platoon, presto seguito dal 2nd e 3rd, fu tiepida. I veterani dubitavano dell'utilità dei cani ma, a partire dallo sbarco a Bouganville (1/11/1943), tutti cambiarono idea. Già dopo un'ora dalla prima ondata, sbarcarono i Dobermann, sotto un pesante bombardamento da parte di mortai giapponesi. I cani entrarono subito in azione, lavorando, pressocché ininterrottamente, per 11 giorni in cui piovve costantemente. I risultati furono sorprendenti: nessun Marine fu ucciso mentre era di pattuglia con un Dobermann che conduceva l'esplorazione; molte postazioni di cecchini furono individuate dai cani; in tutte le posizioni in cui erano presenti Dobermann non ci furono mai infiltrazioni notturne giapponesi (al contrario di quelle sprovviste di cani). Fu così che i Dobermann guadagnarono il soprannome di ``Devil Dogs''.

Figure 8: Durante un turno di riposo in trincea un Dobermann è una garanzia.

Uno dei Dobermann più noti fu Andy (Andreas von Wiede-Hurst, donato da Theodore Wiedemann), maschio nero focato. Fu uno dei primi cani a sbarcare a Bouganville ed entro 2 ore precedeva i 250 Marine della compagnia M impegnati ad assicurarsi il controllo di una mulattiera che, molto probabilmente, i Giapponesi avrebbero utilizzato per far affluire rinforzi. Andy lavorava libero, precedendo la sua compagnia di 25-30m. Per tre volte diede l'allarme (ovviamente senza abbaiare), permettendo di individuare postazioni nascoste e pattuglie nemiche in avanscoperta. In quel giorno la compagnia M avanzò più di qualsiasi altra ed occupò l'unica posizione importante raggiunta dagli Americani.

Figure 9: Un Dobermann ferito (foto W. Eugene Smith, 1943).
\includegraphics[ width=8cm]{EugeneSmith1943.ps}

Molti altri Dobermann si dimostrarono altrettanto utili ed eroici, al punto che oggi, a Guam, è possibile ammirare il Wardog Memorial (figura 10).

\includegraphics[ width=5.9cm]{Fronte.ps}\includegraphics[ width=6.1cm]{Retro.ps}

FRONTE

25 Marine War Dogs gave their lives liberating Guam in 1944. They served as sentries, messengers, scouts. They explored caves, detected mines and booby traps.

SEMPER FIDELIS

Figure 10:
Kurt Yonnie Koko Bunkie
Skipper Poncho Tubby Hobo
Nig Prince Fritz Emmy
Missy Cappy Duke Max
Blitz Arno Silver Brockie
Bursch Pepper Ludwig Rickey
Tam (buried at sea off Asan Point)
       

Given in their memory and on behalf of the surviving men of the 2nd and 3rd marine war dogs platoons, many of whom owe their lives to the bravery and sacrifice of these gallant animales.

By William W. Putney DVM C.O. 3rd Marine War Dog Platoon. Dedicated this day 21 July 1994.

RETRO

``Always Faithful'' was inspired by the spirit of these heroic dogs who are the embodiment of love and devotion.

Sculptress Susan Wilner.

To honor the working dog heriage of the doberman pinscher, the United Doberman Club dedicated this statue to the courageous doberman pinscher that valiantly served during the war in pacific.

Conflitti successivi

Il Dobermann è stato utilizzato anche durante i successivi conflitti da più eserciti.

In Korea alcuni Dobermann operarono con mansioni analoghe a quelle dei Devil Dogs.

In Vietnam gli Americani fecero uso di varie razze fra cui anche il Dobermann pur se in misura molto più limitata; la scelta fu dovuta a più motivi:

Figure 11: Steve.
\includegraphics[ width=6cm]{Steve.ps}

Gli Israeliani mantengono unità cinofile in cui operano anche Dobermann. Nel 1980, per esempio, ebbe luogo la prima operazione per la liberazione di ostaggi a cui parteciparono anche cani (fonte [8]). Il 7 aprile 1980, cinque terroristi fecero irruzione in un dormitorio nel kibbutz di Misgav Ham, prendendo in ostaggio sette neonati ed un adulto (dopo aver ucciso un neonato ed un adulto nelle prime fasi della loro azione). Dopo alcuni tentativi infruttuosi intervennero reparti speciali supportati da unità cinofile (Unit 7142) che condussero un raid uccidendo tutti i terroristi. Due dei primi cani penetrati nell'edificio, Steve (figura 11) e Tommy, furono uccisi nell'operazione.

Nell'esercito tedesco sono in servizio numerosi Dobermann (anche se il primato spetta ai Pastori tedeschi). Molti vengono utilizzati per compiti di guardia lungo i perimetri degli aereoporti.

Figure 12: Ginni von Bayern aggredisce il ``sabotatore'' all'interno del perimetro dell'aereoporto di Landsberg/Lech (62a divisione Lufttransportgeschwader).
\includegraphics[ width=6.5cm]{GinniVonBayern.ps}

Joker